licenziamento del poeta
venerdì, dicembre 01, 2006
storie che non m'interessa leggere e che non voglio leggere e che difatti non leggo Le storie di gente poco interessante (a meno che il personaggio poco interessante non crepi poi malamente, vedi Madame Bovary). Le storie in cui ohchepppassionelapolitica. Le storie in cui il politico è personale. Le storie che vogliono salvare il lettore da qualcosa. Le storie che vogliono insegnare al lettore qualcosa. Le storie senza cattiveria né pregiudizi (non siamo umani, senza cattiveria e pregiudizi: vi piaccia o no). Le storie politicamente corrette. Le storie in cui comportandosi da buoni ci si redime. Le storie in cui l'autore racconta i sentimenti dei personaggi e non quello che fanno i personaggi. Le storie in cui i personaggi sono tutti uguali, e/o parlano tutti uguale. Le storie in cui i personaggi debbono esser per forza eccentrici. Le storie in cui i personaggi non fanno altro che parlare di niente. Le storie in cui i personaggi non fanno altro che parlarsi addosso. Le storie che l'ammoreocchebbellacosa. Le storie buoniste. Le storie a basso voltaggio. Le storie di quelli che volevoesserecarver. Le storie di quelli che volevoesserebukowski. Le storie di quelle che volevoessereanaisnin o volevoesserepaulinerèage (a scelta). E poi: le storie che raccontano (non se ne può più) la crisi di una generazione. Le storie che celebrano una generazione. Le storie che celebrano, in generale. Le storie senza se e senza ma. Le storie in cui tutto è, sempre, come appare. Le storie fin troppo prevedibili. Le storie che ci dev'essere il colpo di scena pèfforza. Le storie che non fanno mai ridere. Le storie in cui i personaggi sono intellettuali (cheppalle). Le storie in cui il colpevole è il maggiordomo. Le storie senza colpevoli (siamo tutti colpevoli, solo i disonesti lo negano). Le storie in cui c'è qualcuno che soffre e allora oh poverello lui. Le storie in cui l'io narrante soffre e coincide con l'autore e allora oh poverello me. Le storie che invocano giustizia. Le storie che denunciano l'ingiustizia. Le storie in cui l'autore vuol spiegare tutto. Le storie che non c'è Storia. Le storie che per capire di cosa l'autore sta parlando devi conoscere il suo mondo privato, insomma sapere i cazzi suoi. Le storie che per capire di cosa l'autore sta parlando devi decifrare i suoi simboli (io so' pigrerrimo). Le storie che vogliono annoiare per forza, così l'autore sembra più intelligente. Le storie in cui la noia procurata al lettore non serve a qualcosa. Le storie che poi tanto l'amore risolve tutto. Le storie che poi tanto la morte ci mette una pietra sopra. Le storie che bastacheccèllasalute. Le storie in cui il fato è benevolo (ma come si può?). Le storie in cui i personaggi rifiutano di diventar grandi (e magari l'autore li approva pure). Le storie ohquantoeranobbbelliglianni60 (o altra decade, a piacere). Le storie che non c'è mai il contentino per il lettore. Le storie che non c'è mai la strizzata d'occhio al lettore. Le storie che non vanno da nessuna parte. Le storie in cui non succede niente e quello che non succede è privo d'interesse. Le storie che il bello stile è tutto e la storia non è importante.



