licenziamento del poeta
martedì, gennaio 09, 2007
fire your guns Una delle cose che mi lascia perplesso è una cosa che scrivono molti scrittori (di narrativa) a proposito del loro rapporto con la scrittura. Che vivaddio gli scrittori di saggistica non ci pensano proprio a scrivere una cosa del genere e questa secondo me è l'ennesima prova del fatto che gli scrittori di saggistica sono più equilibrati e hanno la testa maggiormente a posto rispetto a quelli di narrativa. Poi è logico che uno scrittore può scrivere indifferentemente narrativa e saggistica però io quando dico gli scrittori di narrativa mi riferisco a quelli che di saggistica scrivono poco o nulla e pure quando ne scrivono, è saggistica sulla scrittura o robe del genere. E comunque dicevo che c'è una cosa che scrivono molti scrittori (di narrativa, specie se italiani) a proposito del loro rapporto con la scrittura: ed è che il loro rapporto con la scrittura è (o si estrinseca in) un corpo a corpo con la pagina. O in un corpo a corpo con la vita. O in un corpo a corpo con la realtà. O in un corpo a corpo con qualcosa d'altro. E allora io che ho un'immaginazione che è tutta visiva e tende alla spettacolarizzazione e disdegna la metafora sottile (ché questa del corpo a corpo dev'essere certo una metafora sottile) mi immagino 'sti scrittori presi in furibonde lotte con la pagina e/o la vita e/o la realtà e/o qualcosa d'altro. Lotte faticose - corpo a corpo appunto - che rischiano di lasciar ferite sanguinanti agli scrittori di narrativa. Lotte impervie e alquanto ardue, sì, che fanno sudare ed espongono a rischi anche seri e gravi e tremendi insomma. Lotte col coltello in mezzo ai denti, assalti alla baionetta, mazzate con la scimitarra, scazzottate feroci, roba siffatta per intenderci. E allora io (che sono un tipo pigro e abitudinario e disdegno fatiche e sudori e corpo a corpo con questo e quello), sì, mi chiedo: ma invece del corpo a corpo, 'sti scrittori poverelli, non potrebbero fare un tipo di battaglia un po' diverso? E affrontare la pagina e/o la vita e/o la realtà e/o qualcosa d'altro, invece che in corpo a corpo, col fucile d'assalto? O col fucile di precisione? O con le granate? O, anche meglio, col carro armato, con l'elicottero, con l'artiglieria pesante? Perché 'sti scrittori, prima di andare in battaglia, non si equipaggiano un po' meglio? Tanto la pagina sta lì, bianca, tranquilla, il problema nasce solo quando decidi tu di affrontarla, ma lei, fino a quel momento, sta buona buona. E tu, scrittore di narrativa, invece di affrontarla subito così come viene, hai tutto il tempo, prima, di procurarti il fucile d'assalto, quello di precisione, il carro armato e l'elicottero e l'artiglieria pesante. E allora tu, scrittore di narrativa, perché scegli il corpo a corpo? Chi te lo fa fare? Lascialò lì, il foglio, lasciala lì la pagina, e torna semmai una volta che ti sei procurato i grossi calibri. Vedrai che non sudi, che non soffri, che non ti fai male. E che alla pagina, allora, gli fai un culo così. [Si vede, che 'sto periodo passo le nottate su Gears of War, mi sa]



