licenziamento del poeta

il blog di davide l. malesi. letteratura, amore, morte e altre sciocchezze.

giovedì, febbraio 01, 2007

mi casco dentro

Stamattina in treno, andando al lavoro Seia lei mi raccontava, che ha visto la scrittrice Giulia Carcasi da Costanzo, ovvero al Costanzo Show, e lei la scrittrice Giulia Carcasi diceva, a Costanzo e al pubblico, cioè a noi - anzi, meglio, a voi: che io non guardo la tv, e ci tengo a dirlo, perché fa molto snob -;  ma insomma il succo della questione è che lei la scrittrice Giulia Carcasi diceva, a Costanzo e al pubblico, che lei, insomma Giulia Carcasi, è una persona davvero molto profonda, ma che però - in questo mondo in cui viviamo, e forse in ogni possibile mondo, mi vien da speculare -, esser molto profondi è inutile, e ben sconveniente, e forse svantaggioso, o meglio, queste parole (inutile, e ben sconveniente, e anche sì forse svantaggioso) me le sto inventando io adesso, perché non ho visto in tv Giulia Carcasi direttamente, e perciò invento per riempire, gli inevitabili vuoti, che in ogni racconto orale ci sono: però quel che è certo è che lei la scrittrice Giulia Carcasi diceva, a Costanzo e al pubblico, che lei è molto profonda ma che però esser molto profondi non è (in sostanza) una cosa vantaggiosa, anzi: perché lei dentro è profonda, che c'ha una specie di abisso, e allora se non sta attenta, si sporge sull'abisso, e ci casca dentro. Anzi pare che la Carcasi abbia detto proprio, in prima persona: io mi casco dentro. Casco dentro me stessa, mi casco dentro, ecco.

E tengo a dire che la frase mi casco dentro, e la storia dell'abisso, son proprio farina del sacco di Giulia Carcasi, che Seia me le ha ben dette e raccontate, e io ve le riporto, ve le ripropongo, senza nulla aggiungere. E forse adesso mi direte ch'io son maligno, e assai malfidato, il che può anche darsi, però io mai finora ho letto un libro di Giulia Carcasi, e dunque non avevo alcun pregiudizio verso i libri suoi, ma adesso che ho sentito raccontar da Seia, che lei Giulia Carcasi se n'è uscita con 'sta storia del mi casco dentro, e con la storia dell'abisso, ecco, io i miei pregiudizi me li son fatti eccome. Poi una cosa che mi lascia perplesso sinceramente è che certi scrittori, vivaddio non tutti, eh, per carità, ma certi sì, quando vanno in televisione, se devon dire, loro, un qualcosa di sé, dicon sempre che son profondi, o che stanno male, quando scrivono, o che scrivere per loro è una terapia, o che loro sono incompresi, o che han molto sofferto in vita, e non dicono mai, ad esempio, chessò, che loro fanno un ragù buonissimo, o che gli piace mangiar la pasta con le sarde (e la preparano volentieri pure agli amici), né che magari loro, son persone che gli piace andare in canoa, o che a loro nella vita in genere gli è andata bene, senza dolori né traumi, o che gli piace il cornetto e il cappuccino, o che gli piace portare a spasso il cane (tuttalpiù dicon che gli piacciono i gatti: che il gatto, è un animale molto da scrittore, o così ho sentito dire) . Voi, state bene.

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