licenziamento del poeta
mercoledì, agosto 02, 2006
Leggo Norwegian wood di Haruki Murakami. E più lo leggo, più mi convinco che quello che sembra, puzza di, sa di, romanzo di formazione, ha un sapido retrogusto di poema epico. Mi rendo conto che l'ho detta grossa, perciò vado a spiegarmi.
La trama è apparentemente banale (cito dal sito Bol): "un grande romanzo sull'adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli 'altri' per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel costi. Come il giovane Holden, Toru è continuamente assalito dal dubbio di aver sbagliato o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore, ma è anche guidato da un ostinato e personale senso della morale e da un'istintiva avversione per tutto ciò che sa di finto e costruito. Diviso tra due ragazze, Naoko e Midori, che lo attirano entrambe con forza irresistibile, Toru non può fare altro che decidere. O aspettare che la vita (e la morte) decidano per lui".
”Che cosa?”.
”Quello che vuoi, purchè sia qualcosa che mi faccia sentire meglio”.
”Sei molto carina”.
”Midori”, suggerì lei, “mettici anche il nome”.
”Sei molto carina, Midori”, corressi.
”Molto quanto?”.
”Tanto da far crollare le montagne e prosciugare i mari”.
Lei sollevò la testa e mi guardò.
”Sai che le espressioni che usi tu sono assolutamente uniche?”, disse.
”Solo tu mi capisci davvero”, dissi ridendo.



