licenziamento del poeta
mercoledì, ottobre 25, 2006
senza trama e senza finale (ma con molte prese per i fondelli) Cerco negli ultimi tempi di legger libri che si possano leggere, a botte di tre quattro pagine, o sei sette, o venti trenta, e poi lasciare un po'; una gran stanchezza di leggere, forse avendo letto fin troppo, m'impone una certa qual lentezza; Peter Lamont poi ultimamente lo leggevo e mi sembrava così arguto e bravo e capace di metter dentro il suo libro storielle azzeccate e gustosi aneddoti che ogni tanto, anzi ogni poco, dovevo fermarmi a pensare all'aneddoto o alla storiella e chiudevo il libro. Tra i libercoli che ho letto di recente ce n'è uno piccino di Patrik Ourednik, s'intitola Europeana, ed è un libro strano, vorticoso, che dà la sensazione di essere irrisolto, perché se è vero, e in genere è vero, che sul finale l'autore dovrebbe sciogliere gli enigmi e dar ragione di tutti gl'indizi che ha disseminato in giro per il libro, allora Europeana non ha un buon finale, perché l'autore non scioglie gli enigmi né dà ragione degl'indizi. Però a dire il vero io leggendo il libro, a ciò non ho badato granché, e me la son goduta assai, eppure l'assenza del finale era evidente, anzi sapeva di presa per il culo, in quanto alla fine di Europeana l'autore Patrik Ourednik parla di come nel 1989 un politologo americano abbia inventato la teoria della fine della storia ma nessuno se ne sia accorto, ed è bizzarro, e sa di presa per il culo, che l'autore si metta a parlar di una teoria della fine della storia alla fine di un libro che non finisce e in cui non c'è una vera storia, anche se il sottotitolo del libro è BREVE STORIA DEL XX SECOLO. Comunque se in Europeana non c'è una storia in compenso ci son molte storielle, ad esempio: - quella di un soldato sprofondato nel fango nei pressi di Courtai, a pag. 42; Europeana ha visto le stampe, quasi come un chiodo sulla bara del Ventesimo secolo, nel 2001: in Italia c'è arrivato nel 2005 grazie a un piccolo editore, la duepunti di Palermo che ne ha fatto un librino molto elegante molto ben rilegato molto carino ove, come avrete capito, si parla sovente di guerre massacri bombardamenti eccidi pulizie etniche eugenetica macerie bombe altri massacri campi di concentramento eccetera. E anche 'sta cosa del librino molto elegante molto ben rilegato molto carino che poi è pieno di massacri eccetera pare in sintonia con lo spirito di Ourednik, che dev'essere uno di quelli che insomma gli piace prendere per il culo la gente, visto che le sue pagine trasudano ironia da ogni riga, anzi da ogni lettera, e visto che (non chiedetemi come fa, ma lo fa) in 150 pagine riesce e prendere pesantemente per il culo tutte, e dico TUTTE, o quasi, le ideologie e le fedi e le credenze del Novecento. Tra l'altro leggendo questa intervista sembra abbastanza stronzo, Ourednik, ma chi se ne frega. O forse ci vuole uno che sia pure un po' stronzo per riuscire in 150 pagine a prendere pesantemente per il culo tutte, ma TUTTE TUTTE, o quasi, le ideologie e le fedi e le credenze del Novecento. Io non so. Ma sta di fatto che, se pure è vero che Ourednik è uno a cui piace prendere per il culo la gente, lettori inclusi, devo dire che farmi prendere per il culo da Ourednik m'è piaciuto abbastanza. E comunque secondo me uno che ha capito anche meglio di me lo spirito di Ourednik è lui, e io di questa cosa mi son reso conto quando ho saputo che lei è andata a dirgli qualcosa come: "Sai, Davide mi ha letto qualche passo di Europeana, ma è tremendo, è pieno di guerre massacri bombardamenti eccidi pulizie etniche eugenetica macerie bombe altri massacri campi di concentramento". E pare che lui allora abbia risposto: "E' il Novecento, baby".
- quella di com'è stato girato il film Era così bello a Theresienstadt, a pag. 69;
- quella di un soldato tedesco che impazzì quando gli dissero che il sapone che usava era fatto col grasso della sua ex amante, a pag. 36;
- quella di una donna che si rifiutò di segar cadaveri in mezzo alle macerie e scampò per miracolo al plotone d'esecuzione, a pag. 29.



