licenziamento del poeta

il blog di davide l. malesi. letteratura, amore, morte e altre sciocchezze.

venerdì, ottobre 27, 2006

occhio che se non avete visto Black Dahlia qua ci sono un po' di spoilers

Io non ho poi molte cose da dire su Black Dahlia di Brian De Palma ma quelle che ho da dire mi sembrano abbastanza semplici da dire e allora le dico. E di fatto quel che ho da dire su Black Dahlia di Brian De Palma è che sfortunatamente si tratta di un film che potrebbe e vorrebbe esser facile da amare ma purtroppo invece è un film di cui uno non può mica innamorarsi. E' come la situazione della ragazza che magari è cotta di te e magari non vede l'ora di farsi scopare da te e di vivere con te e di sposarti e di fare una nidiata di marmocchi con te, appunto perché è pazza di te: ma non c'è niente da fare. Tu non riesci a innamorartene. E Black Dahlia è così: un film che tenta in ogni modo di farsi amare ma non ci riesce e allora non puoi mica sposartelo.  Al massimo ti ci puoi fare una scopata.

Eppure sarebbe così facile innamorarsi del faccino imbronciato di Scarlett Johansson in Black Dalia se non avessimo mai visto sullo schermo il faccino imbronciato di Gloria Grahame. Che poi se penso al faccino imbronciato di Gloria Grahame allora mi torna in mente quel film in cui s'innamora di Bogart ma sarebbe molto meglio per lei se non se ne innamorasse. Ch'è un film bellissimo ed è sì un film che si può amare proprio perché non vuol farsi amare a ogni costo: e anzi ti fa male, e ti prende alla bocca dello stomaco come un cazzotto ben dato. E allora anche se Black Dahlia tenta in ogni modo di farsi amare si può capire perché proprio non ci riesce.  E poi mentre uno guarda Black Dahlia magari pensa che sarebbe facile, anzi facilissimo, amare Josh Hartnett nella parte di un poliziotto che più fa il poliziotto e meno gli piace farlo, se non l'avesse fatto meglio Robert Ryan in un vecchio film di Nicholas Ray. Sarebbe facile, e bello, temere per Josh Hartnett (sempre lui) nella sua caccia al killer della Dalia Nera, caccia che si tramuta in una vera e propria ricerca di redenzione, se sempre non avessimo visto la stessa cosa (uno sbirro che trasforma la sua indagine per omicidio in una ricerca di redenzione) in quello stesso film con Robert Ryan. Sarebbe così facile amare il momento di Black Dahlia in cui lo sbirro portato in scena da Josh Hartnett (sempre lui) si dispera perché non è riuscito a salvare il suo collega, se non avessimo già visto la stessa disperazione, ma infinitamente più dolce e rassegnata e disperata, negli occhi, anzi negli occhiali scuri, del Kitano di Hana-bi. Sarebbe facile amare il triste faccino di Mia Kirshner nei provini in bianco e nero in cui tiene il suo bel faccino sempre imbronciato (e le viene assai meglio di quanto non venga a Scarlett Johannson) se non ci fosse mai stato, se non fosse mai passato sul grande schermo, il faccino di Joan Bennett. Sarebbe facile farsi farsi venire il cazzo duro per certe ragazze belle e disperate, e innamorarsi di quelle ragazze di quell'amore che può nascere dall'indurimento perenne del cazzo, se non avessimo mai visto Ann Savage in Detour. Sarebbe facile amare la Los Angeles di Black Dahlia se non ci fosse mai stata la Los Angeles di Egli camminava nella notte di Alfred L. Werker né la Los Angeles di Michael Mann (Heat). Sarebbe facile amare la storia di un uomo messo alle strette che lotta contro il tempo per arrivare alla verità se noi quella storia non l'avessimo già vista ne Il tempo si è fermato di John Farrow. Sarebbe facile amare la faccia di Josh Hartnett (sì, ancora lui) che arranca per arrivare alla verità se quella faccia non l'avesse indossata, meglio di lui, Ray Milland proprio ne Il tempo si è fermato. E così disgraziatamente noi queste facce e queste situazioni e queste scene e insomma tutte queste cose che vediamo in Black Dahlia non riusciamo ad amarle e allora è chiaro che Black Dahlia non si può, proprio non si può amare. Son cose che dispiacciono, e allora si va lo stesso al cinema a vederlo, Black Dahlia, e quando uno esce dal cinema ha capito tutto e sa già che non lo rivedrà e non lo amerà mai, quel film, Black Dahlia, e un po' gli dispiace, perché quel film, Black Dahlia, ha provato e riprovato così disperatamente a farsi amare. Ma certe storie non hanno un lieto fine, non possono averlo, e così uno s'avvia nella notte, malinconico, perché non ha potuto amare, proprio non c'è riuscito, ad amare Black Dahlia.

also sprach licenziamentodelpoeta 10:13 | permalink | commenti (22)